Beppe Salvia

Beppe Salvia nasce a Potenza il 10 ottobre 1954, secondogenito di Saverio Salvia, vice-intendente di finanza, e Nicoletta Liotta, insegnante. Con il fratello Rocco passa un’infanzia spensierata. Nel 1970 è segnato dalla morte del padre. Dopo essersi trasferito con la famiglia a Roma nel 1971, si dedica allo studio dell’entomologia, alla scrittura e al disegno. Si manifestano i primi sintomi di quella profonda inquietudine che si protrarrà fino alla fine dei suoi giorni. Nel 1979 fonda, insieme ad altri scrittori, la rivista «Braci». Collabora a «Nuovi Argomenti», «Prato Pagano» e altre riviste. È di questi anni la frequentazione di alcuni autori operanti a Roma come Claudio Damiani, Gabriella Sica, Arnaldo Colasanti, Giselda Pontesilli, Marco Lodoli, Gino Scartaghiande. Muore a Roma il 6 aprile 1985. È sepolto nel cimitero di Picerno. Escono postumi Estate, pubblicato con lo pseudonimo di Elisa Sansovino (Il Melograno-Abete 1985), Cuore (cieli celesti) (Rotundo 1988), Elemosine eleusine (Edizioni della Cometa 1989) e le antologie I begli occhi del ladro (Il Ponte del Sale 2004; seconda edizione 2019), Un solitario amore (Fandango 2006) e I pescatori di perle (Via del Vento 2018).

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