Boris Ryžij

Boris Ryžij (Čeljabinsk, 1974 – Ekaterinburg, 2001), poeta della Siberia occidentale, nasce in un’agiata famiglia dell’intelligencija russa. Già dalle scuole elementari, comincia a scrivere versi, imitando i grandi poeti che conosce a memoria. Coltiva diversi interessi, tra cui la musica, le arti marziali e la geofisica – materia in cui consegue un dottorato. Stringe amicizie letterarie, la più importante delle quali sarà quella con Oleg Dòzmorov. Nel 1994 decolla la sua carriera letteraria. Nel 1995 va a Pietroburgo, dove incontra altri importanti esponenti della poesia russa, tra cui Aleksej Purin (che lavora alla sezione di poesia della rinomata rivista «Zvezda») e Aleksandr Kušner, uno dei suoi idoli e poeta di fama internazionale. A partire dal 1998, sia nelle “capitali” (Pietroburgo e Mosca), sia in Siberia, le pubblicazioni dei suoi versi si intensificano su riviste sempre più prestigiose: oltre all’almanacco «Urbi», redatto da Vladimir Sadovskij, le sue poesie escono sulle riviste «Zvezda», «Arion», «Znamja» e «Ural»(di cui diventa collaboratore fisso). Nel 1999 incontra il poeta Sergej Gandlevskij, i cui versi legge avidamente. In qualità di poeta emergente, Ryžij viene invitato come rappresentante della poesia russa al Rotterdam 31st Poetry International Festival e, per l’occasione, alcune sue poesie vengono tradotte in olandese. Nello stesso anno vince il prestigioso premio letterario moscovita “Antibuker”nella sezione “miglior poeta esordiente”: il premio fa scalpore, in quanto il giovane siberiano non ha ancora pubblicato neppure una raccolta di poesie. Solo qualche mese dopo, a Pietroburgo, in un’edizione prestigiosa del Puškinskij Fond, esce la prima raccolta di versi firmata da Boris Ryžij, … i vsë takoe… (…e così via…). Negli ultimi anni di vita, si aggrava la dipendenza dall’alcol, che lo allontana da moglie e figlio e che, unito a farmaci per dormire, compromette ulteriormente il suo stato psichico, già strutturalmente incline alla depressione. Finché qualcosa si rompe e lo porta a togliersi la vita. L’unica raccolta pubblicata in vita dal poeta è qui presentata nella prima edizione integrale in lingua italiana. 

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