Karel Šebek

Karel Šebek, poeta, collagista, paracadutista di poesia, nasce a Vrchlabí il 3 aprile 1941, vicino a Brno. I suoi scritti sono apparsi, tra l'altro, sulle riviste ceche «Analogon», «Literární noviny», «Tvar», «Orientace», «Host», «Vokno» e «Doutník», in Francia su «La Crécelle Noire», «Camouflage» e «Melog», in Italia su «Hebenon». Inoltre, è presente nelle antologie Surrealistické východisko (Via d'uscita surrealista, 1969), Čeští prokletí básníci (Poeti cechi maledetti, 1998) e Le surréalisme en Tchéchoslovaquie (1983). Ha alle spalle una trentina di tentativi di suicidio; l'ha sempre scampata, ma dall'aprile del 1995 risulta scomparso. Può darsi che si sia avverato il suo sogno da bambino, il suicidio. Ha pubblicato le seguenti raccolte: Ruce vzhůru (Mani in alto, 1990), Probuď se anděli, peklo spí (Svegliati angelo, l'inferno dorme, 1994), Ani hlt motýla (Nemmeno un sorso di farfalla, insieme con Eva Válková, 1995), Dívej se do tmy, je tak barevná (Guarda nel buio, com'è variopinto, 1996), tradotto dal ceco per la prima volta in italiano da Antonio Parente nel 2007 per Il Ponte del Sale.