Ligio Zanini

Ligio Zanini (Rovigno d’Istria, 1927 – Pola, 1993) è il primo e il maggiore rappresentante della scrittura poetica nelle varietà istroromanze dell’Istria, e una voce notevolissima nella poesia dialettale novecentesca espressa entro il diasistema veneto. Trascorre l’infanzia e l’adolescenza tra Rovigno e Pola, partecipa giovanissimo alla lotta partigiana, si diploma all’Istituto magistrale e aderisce al PCJ, che nel 1947 gli affida il compito di referente per le scuole italiane presso il Dipartimento all’Istruzione di Pola. Lascia il partito nel 1948, dissentendo dall’obbligo di presa di posizione per Tito o per Stalin; è dunque condannato, nel 1949, ai lavori forzati a Goli Otok. Dopo la scarcerazione, nel 1952, lavora come magazziniere e ragioniere. È maestro elementare (sua “missione” elettiva) a Salvore dal 1959 al 1964 e a Valle d’Istria dal 1972 al 1982. Tra i due periodi si impiega dapprima come contabile, poi vive di pesca all’amo; il che farà, esclusivamente, nell’ultimo decennio della sua vita. Nel 1979 si laurea all’Accademia Pedagogica di Pola. Del 1990 è il romanzo autobiografico Martin Muma. Il Ponte del Sale ha pubblicato Favalando cul cucal Fileîpo (2023) che raccoglie tutte le poesie edite, da Buleîstro (1966) a Cun la prua al vento (1993) e una corposa silloge di poesie disperse.