Miloš Crnjaski

Miloš Crnjaski (Csongrád, 1893 – Belgrado, 1977) è con Andrić e Krleža uno dei massimi rappresentanti delle letterature slave del XX secolo. Fu poeta, pubblicista, traduttore, romanziere e autore di drammi teatrali. Dopo la Prima guerra mondiale, studiò a Vienna e a Belgrado. Nel 1928 intraprese la carriera diplomatica soggiornando a Berlino, Lisbona e Roma. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale emigrò a Londra, dove visse fino al 1965, anno del suo ritorno a Belgrado. Migrazioni (Seobe) pubblicato in due volumi nel 1929 e nel 1962 (Adelphi 1992 e 1998, a cura di Lionello Costantini), è universalmente ritenuto il suo capolavoro. L’opera di Crnjanski, tuttavia, è vasta e per lo più sconosciuta nel nostro paese. Il poeta modernista di Itaca (Lirika Itake, 1919), l’autore ribelle dei Racconti al maschile (Priče o muškom, 1920)e del Diario di Čarnojević (Dnevnik o Čarnojeviću, 1921) è ancora inedito in Italia. Così come tutto da scoprire è il cultore originale dell’arte italiana di Amore in Toscana (Ljubav u Toskani, 1930) e del Libro su Michelangelo (Knjiga o Mikelanđelu) uscito postumo nel 1981, il viaggiatore di Dalla terra degli Iperborei (Kod Hiperborejaca, 1966) e il narratore di Romanzo di Londra (Roman o Londonu, 1971), uno dei più grandi affreschi della letteratura di ogni tempo sull’esperienza dell’esilio. Lamento per Belgrado, scritto nel 1956 e pubblicato nel 1962, è qui presentato per la prima volta in traduzione italiana.

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