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Cruor

Datemi la tenerezza come
un saluto lasciato cadere nel cappello
del mendicante, è perché ho
la tragedia che mi si gonfia nel gozzo,
un coagulo di note soppresse.
Datemi l’anello della festa e una giovinezza
senza solitudini. Vedo la mia ombra
cucirsi alle oscurità degli altri, farci
l’amore, abbandonarsi.
Datemi il fiotto di fango
sullo stomaco dei sommersi
il 5 maggio a Sarno nel 1998.
Le mura di pietra negli occhi, la zolla
premuta sul cuore, la lacrima
nera della montagna. Tutto svanì
dopo le grida, la paura morì
nella pozzanghera, la terra
entrò nelle bocche come
chi ti strappa un bacio con la forza.

Francesco Iannone 2023 64 9791280446190 61

L’autore

Con un disegno di Alfonso Guida

“Francesco Iannone, con l’ultima prova poetica dal nome Cruor, edita da Il Ponte del Sale, conferma di essere una delle voci più affidabili del Meridione, certamente uno schermidore di mestiere, i suoi versi pungono nei punti in cui, facendo riferimento al titolo, la ferita versa più sangue. Interiorizzata la furia di Salvatore Toma, è vivo l’impeto di Cecco Angiolieri armonizzato in una struttura ritmica congeniale al tempo presente, il suo Jocus amoenus è in verità la terra arsa che si sposta tra insidie sulfuree, calcinacci irrisolti e calanchi che irridono il sole, icone pop ecristianesi danno il cambio, il dolore si occupa del piacere di vagare tra effetti di sostrato che corrodono la lingua.”

Augusto Ficele, «Quotidiano del Sud», 26 febbraio 2023

Cruor, dunque, è questo poema che si appresta a essere un classico nel senso di un’essenzialità prima. Una letteratura perseverante che, nella forma di un’ossessione di un logoramento o di un Eros crescente, chiede, implora, interroga e appare essere immediatamente parola e senso. Una creazione vigorosa, precisa, niente affatto disillusa o frustrata. Un’ideazione che pretende. «Datemi. E dico datemi. Datemi molte cose».”

Salvatore Marrazzo, «le Cronache», 27 marzo 2023

Cruor è una Cantata drammatica, un Compianto ancestrale, un Poema arcaico dominato da un flusso ritmico e sintattico emorragico (“cruor”, in latino, significa “sangue”), una colata lavica dove soprassalti, implorazioni, invettive, ricordi, nomi sconosciuti e nomi di poeti suicidi formano una sola e “grande cosa” di immagini in sussulto, una materia verbale che implode nella pagina con compatta, crudele asciuttezza.”

Marco Ercolani, blog «Scritture», 8 aprile 2023

“«Datemi ossa da rodere e zampe / di gallina da bollire», scrive Francesco Iannone nella potente raccolta Cruor […], e continua con una supplica che è sussulto e sdegno, prostrazione infinita e memoria emorragica: «Datemi acqua / per dissetare la cammella», «Datemi le carezze / che il povero Aldo / non ebbe dalla sorella», «Datemi domande», «Datemi la Lucania triste e i coltelli / che pugnalano l’argilla», «Datemi la baldanza dell’erba / a maggio», «Datemi il fiotto di fango / sullo stomaco dei sommersi / il 5 maggio a Sarno nel 1998». È un continuo ecumenico prendersi i fardelli del mondo sulle spalle, o forse è un esorcismo per liberarsi di quel «peso di un’impronta sulle ossa» che grava storicamente su un meridione sempre piegato-piagato. E il «cruor» del titolo, il tributo di sangue giovane sui campi della vita, le carneficine pubbliche e private di ogni dove, il poeta lo sublima in «un’eroica avventatezza».”

Alessandra Pacelli, «il Mattino di Napoli», 4 luglio 2023

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