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Da Rimbaud a Rimbaud

Quando la fronte del bimbo piena di rosse tormente
lo sciame bianco anela degl’indistinti sogni
s’accostano al suo letto due grandi leggiadre sorelle
con le fragili dita che hanno le unghie d’argento.

 

E siedono il fanciullo presso l’aperta finestra
grande, dove l’azzurro bagna un folto di fiori.
Nei pesanti capelli che la rugiada irrora
vanno le lunghe dita d’incanto e di terrore.

 

Egli ascolta cantare i loro pavidi aliti
che olezzano di mieli vegetali e rosati
che talvolta interrompe un sibilo, salive
riprese a fior di labbra, desiderio di baci.

 

Sente le ciglia nere brillare sotto i silenzi
odorosi, e le loro dita elettriche e dolci
che fanno crepitare tra le grige indolenze
sotto le unghie regali i minuti pidocchi.

 

Di già sale nel cuore l’ignavia vino fondo,
sospiro di fisarmonica, che delirar potrebbe.
E il fanciullo si sente nelle lente carezze
un desio senza tregua sorger, morir, di pianto.

Arthur Rimbaud, Les chercheuses de poux, trad. di Andrea Zanzotto

2004 152 9788890131554 1 , ,
Omaggio di poeti veneti contemporanei con dodici opere figurative originali
A cura di Marco Munaro
Prefazione di Marco Munaro
Postfazione di Gabriele Codifava
Traduzioni e testi
Fernando Bandini, Mario Benedetti, Giuseppe Bevilacqua, Loredana Bogliun, Luigi Bressan, Luciano Caniato, Pierluigi Cappello, Maurizio Casagrande, Luciano Cecchinel, Paola Cortelazzo, Igor De Marchi, Nelvia Di Monte, Pasquale Di Palmo, Sergio Fedele, Giovanna Frene, Sergio Garbato, Sebastiano Gatto, Nicola Licciardello, Angioletta Masiero, Gianfranco Maretti Tregiardini, Marco Molinari, Marco Munaro, Nico Naldini, Andrea Ponso, Silvio Ramat, Alberto Rizzi, Maurizia Rossella, Flavio Santi, Giuliano Scabia, Delmina Sivieri, Gianni Sparapan, Stefano Strazzabosco, Bianca Tarozzi, Giovanni Turra, Gian Mario Villalta, Andrea Zanzotto
Illustrazioni
Nerella Barazzuol, Andrea Bruno, Silvia Carnevale Miino, Mariacristina Colombo, Pablo Echaurren, Giosetta Fioroni, Erwan Le Gall, Loreto Martina, Giacomo Nanni, Paolo Segalla, Michelangelo Setola, Nino Vincenzi

“Arthur Rimbaud, un adolescente di Charleville (Francia), ha dato la squilla, ci ha illuminato sul senso e la direzione che doveva avere la poesia per essere all’altezza del nostro tempo; che già era il suo. Poi ci ha lasciato. La sua missione era compiuta. E noi…?”

Dal risvolto di copertina di Giuseppe Bevilacqua

“[…] caso unico, Rimbaud scrive la sua opera breve e immensa non regredendo ma attraversando di corsa infanzia e adolescenza, per poi sparire. La corsa di questo poeta ragazzo resta qualcosa di incomprensibile, il simbolo di un’ansia di libertà e di assoluto che non ha paragoni.
Ma nelle foreste siderali della letteratura, la Via Lattea-Rimbaud continua a far male più di ogni altra costellazione del pensiero umano. Perché? Questo quaderno collettivo di traduzioni e di lettere al Veggente potrebbe essere l’inizio di una risposta appena abbozzata da un’improbabile bottega veneta.”

Dalla Premessa di Marco Munaro

“Caso unico in Italia, e (letteralmente) per «molti versi» straordinario, Rovigo dedica al 150º della nascita di Arthur Rimbaud (20 ottobre 1854) due giorni di «rime, suoni e visioni»: quasi un gemellaggio con Charleville, città natale del ragazzo-prodigio che più di tutti ha rivoluzionato la poesia europea – smettendo di scriverne a 20 anni.”

Nicola Licciardello, «il Mattino di Padova», 22 ottobre 2004

“Centocinquant’anni conterebbe ora Arthur da Charleville (…) il miglior augurio glielo ha fatto un piccolo editore di Rovigo, Il Ponte del Sale, con questo Da Rimbaud a Rimbaud curato da Marco Munaro. […] Oltre a traduzioni di poesie, vere e proprie riedificazioni in lingua […] vi sono, nella seconda parte del libro, lettere, testimonianze, dialoghi onirici etc. che legano quei poeti veneti a quel poeta assoluto, che lo riesumano dal sepolcro, tracciandone quasi intera la spirale della furiosa vita (nel libro vi sono pure talune lettere e diari e rapporti del Rimbaud “africano”). […] Il ricchissimo apparato iconografico (tra gli altri Giosetta Fioroni, Pablo Echaurren, Paolo Segalla) che rilegge in altra misura Rimbaud e chiude idealmente un libro che non omaggia ma ritempra e ricostruisce. Con crudeltà e affetto, come ogni figlio si comporta con il padre.”

Da «Il Domenicale», 20 novembre 2004

“Le Edizioni del Ponte del Sale si contraddistinguono per una sapiente scelta degli autori (spesso vengono pubblicati poeti di grande qualità, magari bistrattati da case editrici che vanno per la maggiore) e una piacevolissima e curata veste grafica. In particolare questo volume mostra un’attenzione ai dettagli che lo rende quasi opera da collezione: oltre a raccogliere lettere, fotografie e traduzioni esclusive di Rimbaud, ospita anche una serie di poesie inedite, commenti e opere figurative composte su invito dei curatori da vari artisti e poeti contemporanei. L’operazione è quella di calare una grande voce della letteratura nelle molte voci del presente, come si legge nella prefazione del curatore Marco Munaro: «ci affascinava l’idea di documentare il movimento della poesia oggi, a partire da noi e coinvolgendo più voci, tutte però gravitanti attorno alla stessa stella, assente, ma vigile».”

Azzurra D’Agostino, «Vibrisse, bollettino», 17 dicembre 2004 

“Questo libro veneto e universale, pur coi suoi inevitabili avvallamenti, è un pezzo di terra dove quel passo di ragazzo poeta è passato. Siamo felici che sia offerto, per la libertà nostra e di chi alla poesia chiede tutto quello che lei, signora e mendicante, può dare. E aperto a offrire tutto quello che lei può chiedere in cambio.”

Davide Rondoni, «Poesia», N. 193, aprile 2005

“Di particolare interesse per il lettore la ‘panveneticità’, allargata a comprendere quella vastissima area geografica e linguistica che dal mantovano si spinge fino al confine con l’Istria. Traduzioni in lingua e dialetto si alternano in un variegato mosaico di linguaggi, suoni e ritmi.”

Anna De Simone, «Semicerchio», N. XXXII-XXXIII, 2005

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