-5%

Il prezzo originale era: €20.00.Il prezzo attuale è: €19.00.

Il circo del sole

I nostri sogni hanno ammaestrato leoni,
tracciato sentieri nella giungla,
placidi laghi; hanno costruito nuovi
Eden sempre dolci e diversi.
Ogni giorno di paese in paese portiamo
l’Eden nel tendone e le sue me-
raviglie ai bambini che hanno perso
il sogno di una casa.

Robert Lax 2020 128 9788889615935 18 ,

L’autore

A cura di Giampaolo De Pietro e Graziano Krätli
Traduzioni di Graziano Krätli e Renata Morresi
Postfazione di Andrea Raos
Disegni di Francesco Balsamo
Testo inglese a fronte

“Questo libro di Lax va letto al contrario, a viceversa, mantenendo impresse nella memoria le poesie-immagine della sua maniera matura: due, tre parole ripetute in ripetute combinazioni e disposizioni, spesso pochi segni per pagina. Questo rendeva i suoi libri difficili, nel senso di costosi, da stampare: decine, centinaia di fogli per una manciata di parole. Ma il fatto è che la poesia di Lax, e questo è forse vero per tutti i poeti, è soprattutto il bianco e il silenzio – ovvero il frastuono e il nero – che lo circonda. […] La trasparenza di questa scrittura, che è già quella delle sue opere mature, è quella di un quotidiano che sprigiona senso, bellezza, culmine di esperienza anche quando, quasi sempre, non accade nulla di speciale. […] Dunque leggiamo che per Lax il circo è metafora della Creazione. Il libro è diviso in cinque sezioni (“mattino”, “pomeriggio”, “sera”, “galleria”, “notte” – e un verso dice «[w]e have seen all days of creation in one day») e vi si alternano pagine in qualche modo narrative, riflessioni liriche tra il naturalistico e il metafisico, apparizioni di personaggi strani e meravigliosi, descrizioni di numeri circensi. Queste ultime mi colpiscono in modo particolare, per la velocità, la leggerezza, l’eleganza, la grazia dell’esecuzione: più che descrizioni sono l’azione stessa che descrivono. […] Così la luce, il sole, il gesto, il giorno, il verbo e i loro opposti è questo circo.”

Dalla Postfazione di Andrea Raos

“Se per l’Italia si può parlare di una scoperta tardiva, l’autore e la sua prima raccolta poetica, uscita nel 1959, sono in realtà riferimenti stabili nella costellazione letteraria statunitense moderna. […] Nel 1949 Lax si unisce ai Cristiani per una tournée di qualche mese in Canada; dà una mano e si esibisce talvolta nelle vesti del clown Chesko. Nasce così The Circus of the Sun, stampato a New York nel 1959 con le illustrazioni di Emil Antonucci, un libretto intenso e ancor oggi sorprendente, nelle cui liriche la vita del circo, con i suoi spostamenti, la sua operosa quotidianità e i suoi favolosi protagonisti, diventa metafora della Scrittura e della sua storia di salvezza. La costruzione del tendone rappresenta la creazione del mondo («Abbiamo visto tutti i giorni della creazione in un solo giorno … vedemmo levarsi il tendone e abbiamo conosciuto com’era l’inizio… abbiamo conosciuto queste cose dall’inizio del giorno, perché ci svegliammo di buon’ora») e tutti i momenti della preparazione dello spettacolo si caricano di simboli e allusioni, fino alla comparsa in scena del giocoliere Rastelli, evocato in un ricordo («Era bravo a fare il giocoliere / a parlare / durante il caffè. / Amava tutti / morì facendo il giocoliere / per tutti / Morì / Oscar mi confidò a bassa voce / a 33 anni / L’età di nostro Signore»). Ogni pagina abbonda di stupore, come nel rivelarsi di un mistero totalmente luminoso: la notte è fuori, dentro il tendone c’è solo la luce; e la luce è la grande protagonista del libro: torna in continuazione, nominata o significata dai suoi effetti, con una fiducia che è propria della grande letteratura mistica. […] La lingua poetica di Lax (ottimamente resa dai suoi due traduttori italiani) ha una forza di primigenia semplicità, a escursione lessicale ridotta, e però altamente espressiva dello stupore miracoloso. In alcuni punti si intravede il Lax successivo, quello minimalista delle lunghe sequenze di elementi oppositivi, ma qui c’è ancora una volontà di racconto e di accensione dell’immagine memorabile.”

Andrea Canova, «Alias-il Manifesto», 31 maggio 2020

“Il poeta americano, classe 1915 e scomparso nel 2000, fu amico di John Kerouac, che lo definì «un pellegrino in cerca della bella Innocenza, che scrive pieno di amore e la trova, semplicemente, a suo modo». Lax trascorse una parte significativa della vita seguendo le traversie di una famiglia circense, i Cristiani. Ebreo, si convertì al cattolicesimo, e dall’esperienza vissuta con acrobati e domatori nacque nel 1959 la raccolta Il circo del sole, che conobbe una notevole fortuna nell’ambiente americano, tanto che il celeberrimo Cirque du Soleil trasse da qui l’ispirazione per il suo nome. Arte circense e poesia, dunque, due forme in qualche modo arcaiche e radicate nelle profondità dell’animo umano, due mondi che si attraggono come pianeti nel vuoto grazie ad una forza primordiale da cui molti artisti sono stati affascinati: da Fellini a Chaplin, da Picasso a Stravinsky, da Baudelaire a Robert Lax. La pubblicazione de Il Ponte del Sale non crea solo un collegamento tra due mondi linguistici, ma cerca di dare vita ad una risonanza armonica. Nella visione di Lax, che sottende una profonda dimensione religiosa, il circo è metafora della Creazione, del ciclo della Vita, poiché ogni spettacolo non è altro che una tappa di un viaggio per tornare all’inizio e scoprire che «principio e fine coincidono».”

Chiara Milani e Marco Schiavon, in occasione della presentazione del libro al Circo Busnelli (Rovigo)

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Il circo del sole”

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *