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In calmissima luce. Con Giorgio Mazzon nel Delta del Po

Alla luce piace aprirsi, non filtrare
ma inutile maestra fu agli umani.

 

Gianfranco Maretti Tregiardini

Giorgio Mazzon 2018 96 9788889615775 2 ,

L’autore

Fotografie di Giorgio Mazzon
Poesie e testimonianze a cura di Marco Munaro

“Nella straripante creatività artistica di Giorgio Mazzon questo breve libro di immagini del suo Delta, un ‘rullino’ di trentasei scatti trascelti insieme all’amico Danilo Sartoni dalle migliaia accumulate negli anni, occupa dunque un posto perfino rivelatore.
Queste foto Giorgio aveva poi iniziato a donarle, ciascuna ad un amico diverso. Ancora una volta, la vita offerta agli amici doveva tornare ad essere nutrimento reciproco. Chi non ha conosciuto la naturale, istintiva generosità di Giorgio, potrà trovare in questo album alcune testimonianze illuminanti del suo temperamento.”

Dalla Premessa di Marco Munaro

“Viene da oriente la bianca luce di un’alba eterna che si mesce all’immensità interrotta da qualche tremulo pioppo, dalla guglia appena emergente d’un campaniletto lontano sprofondato nella terra bassa, da qualche bovaria coi tetti o dai profili di una corte, minuscoli nuclei abitati, piccoli punti che fanno parere ancora più sconfinata, a chi guarda dall’alto di un argine, la pianura sottofluviale. Sono rimaste pur sempre. Sono rimaste pur sempre fantastiche queste terre solcate di acque e sorte dalle acque anche per le grandi opere di bonifica che le hanno vittoriosamente consolidate togliendo ad esse molti dei pittoreschi aspetti primitivi. Dai fiumi e canali pensili, sorgono visioni di vele naviganti che a chi sta nelle terre basse sotto i corsi delle acque e non può vedere gli scafi, appaiono, in alto, come punte di ali raminghe. Altre visioni sono quelle delle dune che si distendono non lontane dal Po, in un frastagliato semicerchio, in una trincea spezzata di sabbie molli a cui il vento cambia spesso il posto, il profilo e il respiro.”

Dall’introduzione Alle bocche di Po di Gino Piva

“Mazzon è uno degli ultimi maestri della millenaria bottega veneta: pittore, scultore, decoratore, scenografo, fotografo. […] Una dopo l’altra sfogliamo queste foto e ci raggiunge l’odore dell’acqua, la luce che ci copre il corpo, mentre l’assorbiamo lentamente, ci restano i segni delle reti, la solitudine filiforme degli alberi, la speculare immagine dei ritratti, la geometria delle assi quasi naufragate nello sciacquio. Questo è il destino benedetto di questa terra veneta continuamente erosa dal fiato dei venti salmastri, da una luce calmissima popolata di creature lente, acquose. In questo concerto sinfonico l’assolo magnifico di Gianfranco Tregiardini scolpisce con un dito l’acqua […].”

Anna Maria Farabbi, blog «Cartesensibili», 28 giugno 2018

“Conobbi Giorgio Mazzon, se non ricordo male, nel giugno 2012, quando a un reading poetico interpretai alcuni miei testi circondato e protetto dai suoi Guerrieri silenti e disarmati, opere composte a partire da legni e altri materiali raccolti dal Po o dal mare. Così, mi hanno chiesto di partecipare a un libro in memoria dell’artista: In calmissima luce.
Il volume raccoglie una serie di immagini fotografiche del Delta del Po, «la rivelazione di un paesaggio nudo, invernale, altamente lirico, senza quasi la presenza dell’uomo» (Munaro). Si tratta di un libro da collezione, uno di quegli oggetti meravigliosi destinati a pochi eletti, che sanno (e vogliono) salvarli dalla corrente. Un dono fuori dalle logiche del commercio. Un libro vero, che profuma di passione artigianale e di maestria, e veramente attraversato da una luce. Una luce che cerca uno sguardo, per rivelare un mondo.”

Andrea Temporelli, blog «Profezia Privata», 21 luglio 2018

“La percezione di una perdita irreparabile appare mitigata nella calmissima luce che resta, colta dallo sguardo di Mazzon e da lui trasmessaci in uno scrigno di immagini dell’universo del Po, le quali hanno saputo generare e chiamare a raccolta parole che sono un’attestazione di fedeltà al valore dell’arte. «Così si compie il passaggio da un’ora all’altra; nella notte, i canali, i fiumi e le valli sfolgoreranno di sogni», dichiarava l’altra grande voce del Polesine Gino Piva (1873-1946) in uno scritto posto in apertura (Alle bocche di Po, pp. 11-12), a far da contraltare ad una lettera di Gabbris Ferrari scritta per Mazzon in occasione di una mostra allestita nel Castello di Mesola, che chiude invece il volume; la morte trasfigurata nell’attesa di un sogno venturo che possa finalmente concederci l’agognata quiete.”

Matteo Vercesi, «La battana», N. 211, gennaio-marzo 2019

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