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In un gorgo di fedeltà. Dialoghi con venti poeti italiani

Confuso stato di tutte le armate del me
disordine di questi miei fanti interiori
e ussari e cavallerizze che dentro
mi scantonano il petto
e tu torna al centro, cuore!
mio generale kutuzov che raddrizzi
le mie file sconvolte,
che il mio inquieto inquieto
stare qui diventi
il placido di tutti i giardini.
Fai bella stagione, ora.

Mariangela Gualtieri

Maurizio Casagrande 2006 312 9788889615041 3

L’autore

Fotogramma di Starnuto tratto da Sebek, fotofilm di Disan Danilov e Cristina Boldrin

A cura di Maurizio Casagrande
Fotografie di Arcangelo Piai
Prefazione di Luigi Bressan
Postprefazione di Maurizio Casagrande e Gabriele Codifava
Dialoghi in forma di intervista con:

Sebastiano Aglieco, Luciano Caniato, Pierluigi Cappello, Luciano Cecchinel, Tiziana Cera Rosco, Azzurra D’Agostino, Nelvia Di Monte, Pasquale Di Palmo, Anna Maria Farabbi, Alessandro Fo, Mariangela Gualtieri, Gianfranco Maretti Tregiardini, Tino Minetto, Marco Molinari, Marco Munaro, Gianni Priano, Ida Vallerugo, Gian Mario Villalta, Edoardo Zuccato

“[…] è proprio la sensazione di un procedere sulla poesia, dentro la poesia, con questo passo, a farmi prendere in considerazione la struttura del libro come evidenza che sfugge al primo sguardo: non una collezione di venti interviste ma una partitura in venti canti. Ciascuno dei quali, prima di aprirsi alla parola, sosta su un’immagine fotografata di luogo. So che questa è distillata da una lunga serie tesa, forse, tra la poesia del luogo e il luogo della poesia, per ricavarne qualcosa che dia la misura: della fissità come del mutamento, dello spazio-tempo che incombe sul discorrere mentre tutti i suoi piani si offrono all’invasione dei pensieri, delle convinzioni, delle prospezioni, dei sentimenti. È qui che il poeta racconta la propria storia, la rivive, mentre continua il suo agire poetico, in questo attraversamento di sé nel mondo che lo svolgersi del confronto, con le sue sparse allusioni dantesche, e non solo, sembra riportare al paradigma del viaggio, o dei viaggi possibili. È qui, insomma, che prende forma la sua figura, l’anima, diremmo, prima di diventare il ritratto conclusivo, il suo compendioso e vivace silenzio.”

Dalla Prefazione di Luigi Bressan

“Un’avventura nell’avventura – ci tengo a dirlo – è risultato il lavoro appassionato e paziente con cui Arcangelo Piai ha accettato di affiancarmi nelle interviste: io misurandomi sui testi dei poeti, lui sui luoghi e sui volti con l’occhio del fotografo che sa cogliere l’animo delle persone. Non per una piatta banale operazione di mercato o d’immagine, bensì nella fedeltà più rigorosa alla lettera e allo spirito del libro, avvolti entrambi nelle spire del medesimo gorgo.”

Dalla postfazione Volevo che i poeti. Maurizio Casagrande risponde a Gabriele Codifava

“Un volume di grande interesse, ricco di suggestioni, di letture, mai banale, mai prolisso, sempre attento a una politica culturale di grande finezza. Indispensabile, ma in quanti se ne accorgeranno?”

Guido Conti, «ItaliaOggi», 24 giugno 2006

“Da segnalare anche la presenza alla manifestazione di ospiti come Gianfranco Draghi, padre del direttore della «Voce», Cristiano Draghi, che si è soffermato sul «valore umano di ciascun poeta, sul valore della poesia che, come ogni altro tipo di arte, trasforma ogni pagina di vita in qualcosa di diverso, qualcosa che può vincere le tenebre e dare luce a chi ne viene toccato».”

Lauretta Vignaga, «la Voce di Rovigo», 16 ottobre 2006

“Egli [Casagrande] sta forse più dalla parte di Sainte-Beuve che dalla parte di Proust; cioè più dalla parte di chi cerca nella biografia le ragioni profonde di certe apparizioni nel testo, la cui autonomia esiste solo nella misura in cui ‘reinventa’ la vita – ma egli cuce attorno a ciascun poeta interpellato una recherche infinita: che si allarga di dialogo in dialogo, e allaccia nella sua rete relazioni inedite e impreviste anche per gli stessi autori.
La natura sfuggente, vorticosa della poesia, si ripresenta nello stesso andamento dialogico del discorso, nel ritmo del suo millenario cammino iniziato chissà quando e con chi, e tutt’ora in divenire.”

Marco Munaro, «la Voce di Rovigo», 30 aprile 2007

“Libro che è anche riflessione sulla collocazione sociale del poeta, marginalità della poesia mai convertita in rassegnazione o rinuncia ai propri ideali o compiti. Anzi, si può rilevare un tentativo forte di ovviare a questa lacuna sul terreno della promozione, non tanto di se stessi ma della poesia come valore condiviso. Il libro è costituito da interviste, da una piccola selezione dei testi e da una selezione di foto curata da Arcangelo Piai. Non semplice corredo iconografico, ma libro nel libro.”

Carlo De Pirro, «il Mattino di Padova», 8 febbraio 2008

“[…] i poeti incalzati finiscono per togliersi una maschera dopo l’altra, dando conto delle ragioni del cuore e delle contraddizioni dello spirito, dei temi e delle variazioni, delle fughe e dei ritorni e specialmente del basso continuo tra paesaggio e identità.”

Sergio Garbato, «il Resto del Carlino», 4 ottobre 2008

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