-5%

Il prezzo originale era: €18.00.Il prezzo attuale è: €17.10.

Peace & Love. Tutte le poesie

A fine agosto il tuono morde i lampi prima che piova e
il cielo sembra sempre avere bisogno di un’autopsia,
cammino sulla strada crivellata di buche come fosse
un costoso tappeto cinese, la neve gialla è ancora lontana,
la luce pare un caleidoscopio difettoso ed io vado
dove i ragazzi hanno denti d’oro larghi come gonne a fiori
e nessuno mi potrà più servire da bere vino tagliato con il solfato di rame.
Ormai è un furto ogni prospettiva di fuga.

Simone Cattaneo 2012 (2014, 2021) 126 9791280446046 27

L’autore

Foto di Marco Merlin

Terza edizione

“Magari è una scemenza, uno scrupolo gratuito, ma non vorrei che, quando Simone Cattaneo, come spero e confido e peroro, verrà riconosciuto e letto quanto merita, non vorrei che si applicassero meccanismi proiettivi alla sua poesia, innescati dalla repressione poetica nazionale. O forse va bene lo stesso, forse è anche così che i poeti vengono ascoltati: proprio perché dicono quel che il resto della loro epoca vorrebbe dire, ma non è in grado di farlo.”

Tiziano Scarpa, «La Lettura-Corriere della Sera», 23 settembre 2012

“Nel blog Atelier, una riflessione in versi del poeta Gianni Priano, vi introduce a Simone. […]
«Ho letto alcune poesie di Simone Cattaneo 
volano un palmo sopra. Ecco
un poeta urgente, uno che scrive
perché non si trattiene, uno che guarda
l’incazzatura che lo guarda e che è sognato
dai sogni che sogna. L’abbiamo trovato
Munaro, il poeta del nostro tempo, a cavallo
di un negozio che chiude, di un supermercato che apre
al posto di un cinema e poi chiude
anche il supermercato perché sorge qualcosa
di più grande in un campo di fiordalisi e papaveri
o – come diciamo oggi – nel nulla. Lo abbiamo
qui ora l’interprete del male del mondo nostro
da Tangentopoli a qua, in questo liquido
prendere cinghiate e darne. Abbiamo finalmente
il nostro poeta da piangere, noi che siamo nati ignoranti
ma mica scemi».”

Gianni Priano, «Voce di Romagna», 25 aprile 2012; poi in «Atelier», N. 67, settembre 2012

“100 e passa poesie sanguinarie, insanguinate. Questa è l’opera che Simone ha destinato al tempo.”

Davide Brullo, «La Voce di Romagna», 25 aprile 2012

“In un paese nel quale tutti scrivono poesie ma nessuno legge poesia, essermi imbattuto nella lettura delle poesie di Simone Cattaneo, mi ha disorientato, un afflato di verità spurio da giudizi di valori, la realtà dei suoi versi mi ha rapito. […] Uno stile brutale, quello di Simone Cattaneo, quasi carveriano per realismo, fatto dalla profonda disperazione, vera, reale, maledettamente capace di disegnare spazi vuoti e luminescenti fragori crepuscolari, senza omettere mai la sincerità nei confronti della poesia e della vita.”

Marco Boccaccini, «Gagarin», N. 9, ottobre 2012

“Un linguaggio ruvido, abrasivo, fendente ha determinato il suo destino, la sua visione definitiva ed estrema, la sua data ultima e irrevocabile, il 2009: il suo suicidio. «[…] e io vado / dove i ragazzi hanno denti d’oro larghi come gonne a fiori / e nessuno mi potrà più servire da bere vino tagliato con il solfato di rame. / Ormai è un furto ogni prospettiva di fuga».”

Stefano Raimondi, «Pulp», N. 100, novembre-dicembre 2012

“Queste poesie raccontano con crudezza di termini il degrado delle persone, feriscono e si autoferiscono utilizzando un linguaggio al limite del patologico, spesso inutilmente teatralizzato, laddove il dolore diventa il dato sensibile di una tendenza al brutale e al masochistico, il cui teatro è il corpo in disfacimento, la maschera del grottesco senza censura. […] Qui i corpi abitano ancora una specie di vita, di amoralità sociale… ma forse ontologica, non so… nel senso che Cattaneo sembra prefigurare una sparizione della specie, degradata per istinto e tradizione, piuttosto che per cause sociali.
Racconti di altri, dunque, presunti o inventati, non nell’ottica di un affare cronachistico, ma di un realismo aumentato in cui anche l’io Cattaneo si dà in pasto, espone le sue degradazioni mischiandosi alla gente e riconoscendosi nei vizi e nella disperazione collettiva – si veda il titolo del primo testo di Cattaneo, Nome e soprannome, in cui il privato si alterna al sociale e al collettivo, ed essi abitano e si espongono nella stessa arena. Senza protezioni.
Libro disperato, senza speranza e senza religione, che piacerebbe al Coviello di Casting, che espone, senza censurarli, proprio per procedimento compositivo, i suoi stessi difetti, la propria ansia, la propria idea di non vita. Il corpo della donna, a volte, è, per brevi istanti, luce di una momentanea speranza, ma poi scompare o si perde nei meandri delle periferie urbane; così il sesso è forte e l’amore un fiore debolissimo ingoiato dai maiali.”

Sebastiano Aglieco, blog «Compitu Re Vivi», 10 settembre 2021

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Peace & Love. Tutte le poesie”

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *