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Poeminimi

Mite iperbole
 
Lunedì, mercoledì, venerdì
Sono un indigente sessuale;
Lo stesso il martedì,
Il giovedì e il sabato.
Domenica riposo.
29 maggio 1969

Efraín Huerta 2024 128 9791280446367 24 ,

L’autore

Prefazione di David Huerta
Selezione, versioni e postfazione di Stefano Strazzabosco
“[…] Nel suo Paese, Huerta è stato un poeta non solo ammirato: fra i suoi lettori suscitava, e continua a suscitare, una specie molto particolare di affetto, una variante della complicità. Nelle sue prime prove, negli anni ’30 del secolo scorso, era un poeta grave e tormentato. Negli anni successivi ha esplorato altri registri: la tragedia storica, il vigoroso poema di protesta sociale, la poesia accesa di tema amoroso ed erotico. Ed è diventato il poeta paradigmatico di Città del Messico. Lo avevano soprannominato il Gran Coccodrillo, denominazione di origine misteriosa; suscitava l’affetto di quelli che apprezzavano e – perché non dirlo? – amavano il suo talento poetico. Lui e Jaime Sabines sono a tutt’oggi i poeti più amati della seconda metà del ‘900. I poeminimi sono microscopici capolavori. Pesano poco ma hanno una durata e una prodigiosa resistenza all’oblio. Per dirlo con le parole di un poeta inglese, John Keats: sono a joy forever. Leggiamo questi poeminimi di Efraín Huerta nella versione italiana di Stefano Strazzabosco, che ha saputo meritare la grazia di questi prodigiosi componimenti.”

Dalla Prefazione di David Huerta

“Pochi poeti come Efraín Huerta hanno saputo inventare uno stile così unico da resistere al passo del tempo, e continuare a porsi come un riferimento per chi ama la poesia, le imprese singolari e i coccodrilli. Dopo aver scritto per tutta la vita versi impegnati e tribolati sull’amore, la vita urbana, la solitudine, i margini, il passato preispanico, il Messico profondo, il Comunismo e la rivoluzione, di punto in bianco Efraín Huerta, folgorato dallo sguardo di una Musa imprevedibile, si mette a comporre testi di pochi versicoli virali, insieme fulminanti, passionali e cinici, e li battezza poeminimi: in apparenza scherzi, battute, precipitati o guizzi, in realtà capolavori del trobar brevissimo, quello che – se riesce – non dà scampo al lettore. […]

Dalla Postfazione di Stefano Strazzabosco

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