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Quando sarà stato l’addio?

Quest’ansa di fiume aveva la sua storia
olmi e ontani e l’ironia del vento
Dopo i fuochi della festa non un’anima
viene a specchiarsi nell’assenza
L’acqua e l’aria scintillano al freddo
il giovane anno continua a bruciare

Luigi Bressan 2007 114 9788889615102 11

L’autore

Foto di Arcangelo Piai

con un disegno di Sergio Toppi

“[…] sulle ceneri dei ricordi, degli amici, della storia, della lingua e perfino della poesia, l’addio del titolo si converte in nuovo inizio e, foscolianamente, in canto e guadagno imperituro.”

Maurizio Casagrande, «Lunarionuovo», nuova serie N. 25 (53/25), gennaio 2008

“L’io del poeta naviga a vista ed è costretto a fare i conti con il peso dei giorni e con l’angoscia di sempre nuove perdite: di luoghi, persone, certezze, illusioni. Fino ad arrivare alle porte di quella irreale città eliotiana dove le lunghe ombre di volti e voci e ore che, ragazzo, aveva scambiato per il paradiso, sono diventate ricchezza e condanna. […]
Sono versi che ti scavano dentro, quelli di Bressan, come se mille occhi si spalancassero tutti insieme all’improvviso mettendo a nudo impietosamente inquietudini e buchi neri. […] la sequenza degli addii non concede tregua: l’ultimo, il può sconsolato e forse anche il più alto è per l’amico di sempre, Amedeo Giacomini, per l’inaccettabile definitiva partenza del poeta di Varmo: «D’accordo ci si volta un giorno / le spalle senza guardarsi d’accordo / Non voglio mancarti al discorso… / Ho percorso da solo quel tratto / di sentiero che scavalca ai magredi».”

Anna De Simone, «Poesia», N. 226, aprile 2008

“«Non ridono le pupille non piangono / Hanno il colore della pozza / dove numeri innumeri si sono lavati // L’oscuro è calato nel fondo» (p. 43): (STUPRO/STUPOR). Ecco, è evidente che lo stupore della vita è anche stupore per il male, per il suo mostrarsi in forme, nei segni tangibili del destino; che intreccia biografia e storia collettiva, responsabilità personale e Legge degli uomini. In questo saper stare esattamente entro i confini di un paesaggio – paesaggio seppur di limite, con il rischio della deprivazione della memoria – Luigi Bressan costruisce una mappa dei ricordi, sapendo che questi, affidati al privato, alle proprie personali ossessioni, finirebbero con lo svanire in un album di fotografie ingiallite senza lasciare alcuna traccia. Ecco, allora, il compito della poesia di consegnare; che è comune, nei libri maggiori letti ultimamente. Consegnare non a sé stessi, al diario, ma agli amici. A tutti.”

Sebastiano Aglieco, «La Mosca di Milano», N.18, maggio 2008

“Ma nei versi di Luigi Bressan, in realtà, non c’è stato nessun addio, ancora le figurine in penombra si muovono nel sole e sotto la pioggia, ancora si vede nitidamente che «la corsetta di ragazze minute / inalbera come uno stendardo / una fiamma di bluse acquerello», e la luce che ne scaturisce illumina un destino, un’intera vita, il seme fecondo che un’età dona a chi verrà dopo di essa”.

Marco Molinari, «La clessidra», N.1, maggio 2009

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