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Zanzotto sulla luna

Nautica celeste

 

Vorrei renderti visita
nei tuoi regni longinqui
o tu che sempre
fida ritorni alla mia stanza
dai cieli, luna,
e, siccom’io, sai splendere
unicamente dell’altrui speranza.

Andrea Zanzotto

Stefano Strazzabosco 2023 144 9791280446275 3 ,

“La presenza della luna nelle poesie e nelle prose di Andrea Zanzotto è attestata lungo tutto l’arco della sua opera, dai primi agli ultimi scritti; e in modo così vario, cospicuo e originale da giustificare una ricognizione sul senso che le si può attribuire, nonché sulle implicazioni che se ne possono trarre, per quanto sempre in via ipotetica. Il presente lavoro, basato sul censimento dei passi in cui la luna fa capolino in Zanzotto – soprattutto nelle poesie, nelle prose narrative e nelle traduzioni, perché lo spoglio degli scritti critici non è stato sistematico –, intende appunto dar conto della complessità e della ricchezza del suo discorso poetico sul nostro satellite; complessità e ricchezza che qui si possono restituire solo in parte, per speculum in aenigmate, e di cui quanto segue è solo una prima «fantasia di avvicinamento».”

Stefano Strazzabosco

“Felicissimo il titolo nella sua ammiccante ambiguità: la preposizione sulla introduce ovviamente un complemento di argomento, eppure in conseguenza di tante pagine celebri della letteratura (viene in mente soprattutto Ariosto, ma non è davvero il solo) e dopo le imprese spaziali il senso comune a orecchio vi percepisce piuttosto un complemento di luogo. Insomma, Zanzotto come Astolfo o come Neil Armstrong. Il tema è veramente centrale nel poeta di Pieve di Soligo e attestato dai primi agli ultimi scritti, tanto da meritare, appunto, una ricognizione specifica.”

Davide Puccini, «Xenia», 2023

“È la luna nei suoi aspetti, nella sua influenza su uomini e cose, la luna diurna e quella tagliente, la luna dei sepolcri, innevata nel paesaggio, la luna fonte di vita, puella pallidula, luna neve nevissima novissima. E così il poeta si può seguire in un percorso a senso unico con una luna che catalizza l’idea di poesia, insieme vuoto e pieno, cibo e scarto, umana e disumana, ombra e luce, lama tagliente e ferita tagliata, fotomodella e nonna, acqua che scorre e acqua gelata, vergine e madre: una goduria, insomma, per il lettore.”

Anna Grazia D’Oria, «L’immaginazione», 337, settembre-ottobre 2023

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